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Nata in pieno periodo di guerra , il 20 ottobre del 1940, Christiane Nüsslein-Volhard viveva con la numerosa ed eclettica famiglia in una casa a Francoforte, la famiglia le offre numerosi stimoli, arte, musica, disegno disponibilità alla discussione e allo scambio di idee, una famiglia ideale per crescere...
nella sua biografia confessa di non essere stata un'allieva modello, pur avendo avuto buoni insegnanti, e di aver avuto qualche difficoltà con la lingua inglese, ma al di là della pigrizia i suoi insegnanti le riconoscono un precoce (ma indipendente) talento per le scienze.
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Dopo un primo periodo di studi all' Università di Frankfurt si iscrive al corso di studi in biochimica che era stato appena inaugurato a Tubinga . A dir la verità non la soddisfa molto neanche questo corso (troppa chimica organica e troppo poca biologia) ma tuttavia questo le dà una solida base di conoscenze e le permette ascoltare alcune interessanti lezioni sulla biosintesi delle proteine e la replicazione del DNA.
Nel frattempo cresceva l'interesse per il DNA ricombinante e la frequentazione dell'ambiente del Max-Planck-Institutes e del Friedrich-Miescher-Laboratory la convince che la genetica è campo ricco di potenzialità, si guarda un po' intorno e scopre il fascino dei mutanti di Drosophila così decide di affrontare, per il suo postdottorato, lo studio negli embrioni di possibili varianti prodotte da geni. Per proseguire questo studio si trasferisce nel 1975 a Basilea (EMBO fellowship).
È affascinata dai "moscerini" la seguono anche nei sogni! E poi l'ambiente di Basilea è molto piacevole! Qui incontra Eric Wieschaus con il quale collabora anche dopo che questo si reca a Zurigo.
Intenso periodo di lavoro, buoni risultati scientifici nella scoperta di geni dei moscerini e dal 1978-1980 lavora presso European Molecular Biology Laboratory a Heidelberg assieme con Eric, il lavoro, dopo un inizio un po' titubante procede molto speditamente, vengono isolate numerose varianti geniche nei moscerini tanto che ala fine il lavoro viene pubblicato su NATURE e merita addirittura la copertina.
E così nel 1995, per la terza volta un gruppo di drosofilisti è stato chiamato a Stoccolma a ritirare il sommo premio. Christiane Nusslein-Volhard ed Erich Wieschaus, perché con le loro ricerche hanno permesso di individuare una gamma di mutazioni che copre l'intero genoma, hanno isolato tutti gli individui mutanti che presentavano anomalie di un determinato processo fisiologico e individato così la schiera completa dei geni che prendono parte al processo di differenziazione delle cellule durante lo sviluppo degli embrioni delle Drosophile.
Da questo lavoro ha preso il via l'analisi sistematica dei meccanismi genetici che regolano lo sviluppo embrionale, un'attività che presto ha coinvolto decine di laboratori in tutto il mondo e che ha chiarito molti aspetti delle basi genetiche e molecolari di quei processi di differenziamento, grazie ai quali un pugno di cellule morfologicamente indistinguibili, l'embrione ai primi stadi di sviluppo, prendono destini assai diversi e, a seconda della posizione che occupano, danno origine a strutture differenti. Questa ricerca partita dai moscerini ha trovato conferma in tutti gli altri organismi tanto che si pensa possa permette addirittura di individuare le cause di alcune malformazioni nell'uomo.
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