Micropropagazione
Organogenesi diretta
Organogenesi indiretta
Embriogenesi somatica
Risanamento da virus
Miglioramento genetico
Conservazione del germoplasma
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COLTURE CELLULARI "IN VITRO" OVVERO LE PIANTE IN PROVETTA
L'insieme delle tecniche che consentono di coltivare parti di vegetali su idonei mezzi di coltura in condizioni di sterilità ed in ambiente controllato. La totipotenza cellulare è il presupposto di base per lo sviluppo di questa tecnica. Gli espianti utilizzati per la coltura "in vitro" si possono classificare in due categorie: nella prima, vengono raggruppati gli espianti che contengono strutture meristematiche preformate come apici, germogli e nodi; nella seconda vengono raggruppati
gli espianti costituiti da tessuti differenziati come porzioni di foglie, di stelo, di radici o di fiori.
Ne deriva che, nel primo caso il mezzo di coltura dovrà favorire l'espressione del programma di sviluppo già contenuto nell'espianto mentre nel secondo caso, il mezzo di coltura dovrà indurre una dedifferenziazione delle cellule specializzate in modo da far riacquistare la capacità meristematica o embriogenetica. In entrambi i casi il primo obiettivo rimane quello di mantenere le cellule in attività e di favorire gli scambi con il substrato.
I mezzi di coltura rappresentano la fonte principale dalla quale gli espianti traggono tutto il loro nutrimento. Essi consistono in soluzioni acquose o agarizzate contenenti tre gruppi fondamentali di sostanze: elementi minerali, sostanze organiche, e regolatori di crescita.
La misurazione del pH del mezzo di coltura risulta di particolare importanza in quanto solo ad intervalli molto ristretti, compresi tra 5.0 e 6.0, le sostanze necessarie alla crescita degli espianti risultano disponibili. I germogli "in vitro" sono eterotrofi, traggono zuccheri direttamente dal substrato e fissano solo in minima parte la CO2.
ll mantenimento della sterilità è uno dei requisiti fondamentali per tutti i tipi di coltura "in vitro" in quanto i mezzi di coltura utilizzati rappresentano un ottimo habitat anche per batteri e funghi che possono essere presenti sull'epidermide vegetale. La rimozione di essi diventa dunque indispensabile se si vuole evitare la contaminazione al momento dell'inizio delle colture "in vitro".

Germogli di anacardio ottenuti in una singola subcoltura della durata di 30 giorni
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