ALTRI .... "ALTRIMONDI"

La classe terza Meccanica sez. B del Triennio dell'I.T.I. è stata coinvolta nel progetto Altrimondi. Inizialmente non è stato facile individuare un aggancio con questa tematica, avulsa da un percorso scolastico tradizionale. Una valutazione ulteriore ha individuato la possibilità di una lettura diversa del "classico" per eccellenza della nostra letteratura: la Divina Commedia.
In fondo il padre della lingua italiana ha proposto un "altro mondo". Seguendo questa intuizione, i ragazzi si sono avventurati in questo sentiero culturale e si sono esercitati su alcuni temi più attuali di quanto inizialmente si pensasse. La riflessione si è misurata su due canti del poema dantesco: il I° e il XXVI°.
"A te convien tener altro viaggio"
è stata la prima provocazione. Il viaggio nell'altro mondo come spunto per una proposta etica in un periodo burrascoso della storia medioevale. La Ragione umana, prima che un'indicazione religiosa, come guida per la costruzione di rapporti umani non conflittuali.
L'altra pista:
"fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
e volta nostra poppa nel mattino,
de' remi facemmo ali al folle volo"

è scaturito spontaneamente riflettendo sulle concezioni gnoseologiche proprie del medioevo. E Ulisse, l'uomo che scruta nuovi mondi e pone una sfida blasfema a Dio, sembrava tagliato su misura per gli argomenti oggetto del dibattito tenuto all'Istituto il 13 dicembre.
Per i ragazzi non è stato facile entrare in sintonia su argomenti decisamente impegnativi. I confronti avuti in classe non sono stati sufficienti ad esaurire, neppure in minima parte, la materia che offriva l'oggetto della discussione. La fatica si coglie nei loro elaborati e nella quasi afasia al momento dell'esposizione del proprio pensiero. Un salto arduo da compiere; a volte, però, è necessario porre l'asticella un po' al di sopra della certezza del successo. Sono sfide con le quali è opportuno che i ragazzi si confrontino. Rappresentano uno stimolo a riflettere, a porre ed a porsi delle domande che spazino oltre l'ovvio.
I risultati? Difficili da valutare in termini solo scolastici. Provo a proporre una "antologia" tra i brani che possono essere utili a fotografare un pensiero ed a cogliere un modo di pensare e che evidenziano il tentativo di districarsi in una materia che mette in risalto da una parte la curiosità degli studenti, dall'altra la limitatezza degli strumenti culturali, dei quali, per altro, non siamo dotati neanche noi adulti su temi così delicati e complessi.


La concezione medioevale ripudia la voglia di scoprire, in quanto la chiesa afferma che tutto ciò di cui l'uomo ha bisogno è contenuto nel libro sacro della Bibbia, per cui tutto ciò che Dio ha voluto far conoscere agli uomini, è racchiuso nella Sacra Scrittura. Di conseguenza tutte le attività che mettono in discussione la Bibbia o gli uomini che cercano il sapere al di fuori di questa, connettono peccato. Al giorno d'oggi le cose sono decisamente diverse: ognuno di noi non si basa su ciò che dice la Bibbia; la scienza ci ha aiutati molto di più a migliorare le nostre condizioni di vita.
Ma ora abbiamo raggiunto un livello talmente estremo, al punto tale che la scienza stessa dovrebbe porsi dei limiti. E' chiaro, infatti che se la scienza può fare del bene consentendoci di migliorare il nostro tenore di vita, tuttavia, può anche produrre effetti negativi allorché i risultati degli studi e delle ricerche delle scienze siano utilizzati per fabbricare, ad esempio, strumenti tecnologicamente più sofisticati atti alla distruzione, oppure nel caso in cui la scienza alteri gli equilibri della natura, rischiando di compromettere la stessa vita sulla terra.
Si pone, quindi, un problema non di poco conto alla coscienza degli scienziati e dei ricercatori: devono essi astenersi dal proseguire le loro ricerche, se si rendono conto che i loro studi possono essere usati a danno dell'umanità?...
Un altro aspetto che coinvolge il rapporto tra etica e scienza sono i recenti studi sull'ingegneria genetica. È indispensabile, in questo campo, procedere con estrema cautela, per evitare ripercussioni che possono essere determinati, ad esempio, dalla manipolazione degli embrioni e quindi della vita stessa e dal rischio di ricadere nell'eutanasia. Si tratta, quindi, non solo di intervenire in campi nei quali sono ormai indispensabili regolamentazioni giuridiche per evitare abusi con tutte le conseguenze che ne possono derivare, ma anche di essere consapevoli che tutto è fatto nel rispetto dell'uomo e della sua dignità. Il punto essenziale è questo: non è la scienza ad essere buona o cattiva, ma l'uso che ne possono fare gli uomini, volendola davvero a vantaggio di tutta l'umanità per fini pacifici e di benessere collettivo, oppure lasciandola alle incontrollabili dinamiche del profitto, degli interessi nazionali o delle ambizioni personali. (P. P.)



La terra è una "casa" per tutti - animali, piante e uomini - ma noi crediamo che tutto si astato fatto per noi e non abbiamo rispetto per la natura. Stanno rischiando l'estinzione centinaia di specie e la foresta amazzonica si sta sempre di più riducendo perché gli uomini tagliano migliaia di alberi per fare aree coltivabili. Oltre a questi problemi c'è anche l'effetto serra e il buco dell'ozono; tutto ciò l'ha provocato l'uomo senza nemmeno rendersene conto e solo ora sta provando a riparare ai suoi errori. La terra è come un'immensa nave su cui siamo tutti imbarcati; se la nave affonda, affondiamo anche noi. L'uomo, per natura, ha sempre avuto bisogno di conoscere, esplorare, scoprire. Secondo me è una cosa giusta, basta non si superino i limiti... In pratica oggi l'uomo non ha limiti, l'unico è il buon senso che non tutti hanno; la chiesa non conta quasi niente e l'uomo potrebbe fare quello che vuole. (G. B.)


Secondo il poeta ciò che Ulisse ha compiuto è da condannare con la sofferenza eterna dell'inferno. Ma se non ci fossero stati tanti Ulisse, come sarebbe oggi il mondo? Sicuramente sarebbe stato meno progredito di adesso, non ci sarebbero state molte scoperte, di qualsiasi genere: tecnologiche, scientifiche, geografiche. Però è grazie a tanti Ulisse che noi siamo quello che siamo... ma la nostra evoluzione ha anche comportato un degrado dell'ambiente circostante. (A. M.)


Come Ulisse ha violato i limiti delle colonne d'Ercole che delimitano il sapere umano e Adamo e Eva hanno tradito la fiducia di Dio, l'uomo moderno con mezzi altamente dannosi, come l'energia nucleare, la mutazione genetica o la clonazione vuole superarsi, trovare nuove fonti da cui attingere ricchezza e illudere la popolazione mondiale. (F. S.)


L'immaginazione di mondi irreali e diversi dal nostro crea nell'uomo la voglia di ideare e creare, tramite i propri mezzi e quindi cinema e letteratura, dei mondi totalmente diversi dal nostro che racchiudono tematiche etiche e religiose molto forti. (M. V.)


La presenza di un Mondo Altro non è semplicemente invenzione o rappresentazione fantascientifica, è piuttosto una cosa reale che caratterizza la vita umana e può essere colta in vari campi e situazioni. Per esempio, l'economia crea questa condizione ; di fatti la situazione economica della popolazione crea mondi diversi che sono totalmente opposti e non hanno quasi nessun punto che li accomuna... (S. V.)


Nei film degli anni '80 la fantascienza non racconta più le lotte tra esseri umani e alieni, ma gli alieni sono rappresentati dalla tecnologia e dalla meccanica: basta vedere Robocop o Blade Runner. Anche uno scrittore come Orwell rispecchia questa tesi; nel suo libro 1984 sostiene che la vita degli uomini è controllata istante dopo istante dalla tecnologia e dalla scienza, paragonate ad una sorta di telecamere puntate su ognuno di noi. Anch'io sono d'accordo con questa tesi: l'uomo non può essere controllato da una macchina che lui stesso ha costruito. Penso che questa ragione che Dio ci ha donato la dobbiamo usare contro questa tecnologia che aggressivamente sta invadendo il mondo naturale provocando danni a noi stessi, senza limiti e confini. (M. D.)