voci

P O E S I E

di Salvatore Paternò

MEMORIE

Come in un solco che sprofonda
il primo raggio del mattino
scese lungo l'orizzonte quando
l'ultima stella lasciava lo spazio
che a mano a mano si stendeva
nel sonno invernale.
Un sussurro morì
al palpito di nebbia
mattutina e tutti videro
salire oltre i confini
l'alitare di ali leggere
che di continuo morivano
e rinascevano come
uno sfavilli´o che si dirama
dal sorriso del mare.
Il cielo scese tendendo
le braccia oltre le siepi
selvagge, oltre gli steccati
opinati e lo spazio urlò
allungandosi fino a lambire
gli ultimi riverberi del tramonto.
Tu battevi le palpebre e ridevi
ridevi fino a dar vita ad una nuova
stella che si scioglieva con la lentezza
dolce del bimbo cullato.

 

TENACEMENTE NEL MIO CUORE

Tenacemente nel mio cuore
vivi e taci
con occhi socchiusi.
Io respiro piano
come se dicessi
o sussurrassi parole
d'amore senza suono.
Le stelle si svelano ansiose
ad una ad una lentamente
si distendono in un arco vivo
lungo la campagna trepida
di sguardi innamorati.
Vorrei portarti su
per le scale stellate che
nessuno vede aprirsi
carezzando la fatica tranquilla
delle tue tumide labbra
che sfiorano i miei petali
colti nell'ombra.
CON UNA LANTERNA VIVA

Se avessi un barlume di coscienza
vorrei girare il mondo con una lanterna
viva, abbandonarmi alla luce che dal cielo piove
sull'erba verde che tra i rovi respira,
le stoppie d'agosto frugare e aspirare
la terra quando nessuno a dicembre esce
a baciare la campagna che piange i suoi figli.

 

RICORDO IL PIANTO

Ricordo il pianto che
il vento raggelava
scendere e risalire il cielo
come rondine impazzita.
Ora volgi lo sguardo e non vedi
i lampioni che gridando tremano
ora fissi l'infinito e nella mente fissi
il tuo nome come un talismano.

 

LA TUA VOCE

Il vento la nebbia la grandine
il sole s'avvicendano
sul tuo volto smarrito
e quel che rimane si raduna
in un'urna di pianto che
invisibile ai tuoi piedi
s'affossa senza lamento.
Annodata ti porto in me
e mille volte nel giorno
vorrei sbranarti o carezzarti
o concellarti.
Sei con me nella notte e
riflessa negli immemori specchi
di ogni labirinto, e dai
colorito al mio urlare
come al mormorare.
Nei rari silenzi la tua voce
si dispiega e
mi riempie.

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