A B S T R A C T
Una antica professione
di Vito Cecchi
Fra i numerosi contatti con il mondo del lavoro la Scuola "Leonardo da Vinci" ne vanta uno anche con la Soprintendenza ai beni architettonici di Firenze, attraverso gli Operatori Meccanici in Orologeria, ai quali, da tempo, è stato affidato l'incarico della manutenzione degli orologi di Villa "La Petraia", al quale è seguito il restauro conservativo dell'orologio della Villa Medicea di Poggio a Caiano.
Quest'ultimo lavoro, ormai concluso nella parte meccanica, attende di essere portato definitivamente nella sua dimora storica, non appena la Soprintendenza avrà terminato i suoi interventi sulla parte edile dell'alloggio presso la Villa Poggese; il restauro è stato eseguito dagli allievi del corso con la supervisione degli insegnanti che ne hanno fatto un'occasione di notevole livello didattico, coinvolgendo anche i docenti di Lettere e di Tecnica Professionale che hanno seguito i vari allievi nel loro lavoro di ricerca, dando così corpo ad un interessante esempio di attività interdisciplinare. Il restauro di questo meccanismo segnatempo con regolatore a pendolo è stato svolto con la massima attenzione alla lettura storica del meccanismo, in modo tale da non alterare le caratteristiche originarie dello stesso. Grazie ad uno studio preliminare di diversi documenti, è stata formulata un'ipotesi circa la provenienza dell'orologio in questione. Si ritiene infatti che questo meccanismo non sia quello originario posto nella Villa Medicea di Poggio a Caiano, in quanto trattasi di un meccanismo settecentesco forse proveniente dalla Villa di Lappeggi presso Antella, villa dalla quale sono stati sicuramente asportati i fregi in ferro che attualmente sovrastano la torretta dell'orologio. In tale epoca, infatti, questa dimora veniva dismessa ed i responsabili della famiglia proprietaria con l'occasione recuperarono quanto possibile, e dell'orologio ivi presente non si ebbe più traccia certa, per cui si ritiene plausibile che insieme ai ferri fosse asportato anche il meccanismo segnatempo; tutto questo venne poi ricollocato a Poggio a Caiano. Alcune caratteristiche tecniche del meccanismo restaurato avvalorano l'ipotesi formulata. La presenza ad esempio dell'organo regolatore a pendolo, la cui prima applicazione risale al 1657 quando Huygens illustrò a Parigi la sua invenzione, frutto dei noti studi galileiani sul moto dei corpi oscillanti; ed il fatto di avere rilevato traccia del metodo di costruzione dei denti nella punzonatura al centro degli stessi per la realizzazione dell'arronditura, cioè la smussatura a mano della estremità di ciascun dente, che veniva praticata a partire dalla metà del 16° fino alla fine del 18° secolo. Pertanto l'orologio di cui si ha notizia all'inizio del '500 nella Villa di Poggio a Caiano doveva avere il regolatore a "foliot" e scappamento a "verga", mentre sul meccanismo su cui si è intervenuti non compare alcuna traccia di adattamento al "nuovo regolatore" a pendolo: quindi quest'ultimo non può che essere un altro orologio rispetto al primo di cui le cronache e i documenti danno notizia. Dobbiamo però ricordare che comunque un intervento di ricostruzione ex-novo è stato fatto e riguarda la ruota scappamento, dato che quella esistente era talmente deteriorata da risultare irrecuperabile; così si è proceduto a fare rifondere una ruota, in bronzo come l'originale, prendendo come modello quest'ultima, dopo averla rilevata dimensionalmente e disegnata a CAD, per poi completarla con la ricostruzione della dentatura effettuata, con tecnica CAM, su una fresatrice delle officine della Scuola. Il meccanismo, dopo alcune messe a punto, ha fatto registrare una marcia con scostamenti più che accettabili per un orologio di quell'epoca.