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Questo esame, oltre
a fornire utili elementi di giudizio sulla qualità di un olio, ha permesso
di risolvere definiti vamente il problema del riconoscimento dell'olio rettificato
eventualmente aggiunto all'olio di oliva vergine, sfruttando il fatto che
gli oli naturali di pressione non contengono doppi legami coniugati che
invece si formano, sia pure in misura minima, durante la rettifica, particolarmente
nella fase di decolorazione su terre attive. Ne consegue che i rettificati presentano valori di assorbimento nell'UV, particolarmente nella zona intorno ai 270 nm, notevolmente superiori a quelli dei vergini. Infatti i gruppi etilenici isolati, oppure i gruppi carbossilici degli acidi grassi, presentano massimi di assorbimento tra 175 e 185 nm, cioè al di fuori della zona utilizzabile dello spettro UV che inizia, come noto, a lunghezze d'onda superiori a 200 nm. |
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Sappiamo invece che la formazione di idroperossidi
in acidi grassi polinsaturi provoca uno slittamento del doppio legame
con formazione di un sistema dienico coniugato che assorbe a 232 nm. Inoltre,
durante la rettifica degli oli lampanti perossidati, il passaggio su terre
attive provoca la formazione di trieni coniugati (aventi una banda di
assorbimento, con tre massimi, intorno ai 270 nm) verosimilmente per decomposizione
di un idroperossido linoleico. Anche la formazione di composti chetonici,
per ossidazione ancora più spinta, provoca un maggiore assorbimento che
si manifesta attorno ai 270 nm.
L'esame UV viene condotto sull'olio disciolto in opportuno solvente (cicloesano o isoottano) nell'intervallo compreso tra i 220 e i 280 nm. Le lunghezze d'onda più significative sono 232, 262, 268 e 274 nm. I valori di assorbimento vengono espressi come assorbanza specifica, ,intendendo con questa espressione I'assorbanza ad una certa lunghezza d'onda, di una soluzione all'1 % dell'olio in esame nel solvente prescelto, osservata in una vaschetta dello spessore di 1cm. Nel caso degli oli è invalso l'uso di esprimere I'assorbanza specifica con la lettera K. Per esempio, l'espressione K268 indica I'assorbanza specifica dell'olio in esame alla lunghezza d'onda di 268 nm.In termini numerici si ha : K268 = A (1cm/1%(268nm)) = A268/ c *s dove A268 è il valore dell'assorbanza a 268 n m della
soluzione dell'olio in esame, c la concentrazione della soluzione espressa
in g/100 ml ed s lo spessore in cm della cella di quarzo nella quale viene
esaminata la soluzione dell'olio in esame.
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Per quanto riguarda il solvente, il Metodo
Ufficiale, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ne11963, indica I'isoottano,
mentre nelle numerose sperimentazioni effettuate negli anni precedenti era
stato usato generalmente il cicloesano. Procedura L 'olio da esaminare deve
essere perfettamente limpido; in caso contrario si filtra su carta. In un
palloncino tarato da 50 ml si pesano esattamente 0,5 g circa di olio; se
l'operatore ha motivo di ritenere che l'olio in esame presenti valori di
assorbanza elevati (olio rettificato, olio di sansa) è opportuno pesare
quantitativi minori (0,2-0,3 g) in modo da leggere valori di assorbanza
non superiori a 0,8. Si aggiunge isoottano spettrofotometricamente puro
e si porta a volume, agitando per omogeneizzare la soluzione con la quale
si riempie una vaschetta prismatica in quarzo per spettrofotometria UV dello
spessore di 1 cm. Si dispone la vaschetta nell'apposito alloggiamento dello
spettrofotometro e si ricava lo spettro, rispetto al solvente puro con il
quale è stata riempita una vaschetta che funziona da bianco, nell'intervallo
compreso tra i 220 e i 280 nm. Si prende nota dei valori di assorbanza aCon
gli oli di oliva vergine, rettificato e di sansa si ottengono gli spettri
di assorbimento riportati nella figura. |
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DK=K268- (K262+K274)/2 Non sono stati ancora fissati per legge i dati spettrofotometrici
caratteristici per i vari tipi di olio, ma, in pratica, vengono accettati
i seguenti valori proposti dalla Commissione Tecnica Governativa: 232
n m (zona dei dieni), a 262, a 268 e 274 nm (zona dei trieni), e si calcolano
i valori di K mediante l'espressione: Kl = Al / c*s dove K, A, c ed s hanno i significati già indicati. È
opportuno che i valori di A, letti allo spettrofotometro, siano compresi
tra 0,2 e 0,8. In caso contrario si ripete la lettura o sulla stessa soluzione
posta in vaschette di spessore diverso da 1 cm, oppure su di una nuova
soluzione di concentrazione opportunamente variata. |