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I fattori che incidono maggiormente sulla qualità del prodotto
sono l'ambiente, la cultivar e i fattori agronomici (irrigazione, attacchi
da parte di parassiti,..). In tutto il territorio toscano si hanno molte
cultivar (varietà coltivata) anche se le tre principali sono il "frantoio",
il "leccino" e il "moraiolo", che da sole rappresentano oltre
l'80% del patrimonio varietale e contribuiscono a conferire alla produzione
quelle caratteristiche organolettiche tanto apprezzate dal mercato. |
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Zone collinari difficili
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Caratterizzate da declivio elevato, scarsa accessibilità,
con piante spesso longeve, residui vecchi impianti: l'olivicoltura spesso
è l'unica coltivazione possibile; svolge un ruolo importante di presidio
e manutenzione del territorio. |
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Zone a terreno fertile
(spesso alta collina terrazzata) |
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Zona dove permane una olivicoltura tradizionale,
con conservazione del paesaggio tipico, caratterizzata da una ricerca di
produzione più economica, con oliveti specializzati (buon infittimento,
assenza di seminativo). |
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Zone di pianura
(o collina dolce, fertile, zone litoranee) |
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Caratterizzate spesso da nuovi impianti con criteri
moderni, in presenza di colture competitive più redditizie (vite ..) dà
produzioni di olio elevate e di qualità. |
| Piante: 500 piante/ha impianti intensivi moderni; 280 piante/ha impianti intensivi tradizionali; poche piante/ha residuo impianti oliveti promiscui ; con una media di 150 piante/ha . |