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METODI INTEGRATI DI CONTROLLO DELLA QUALITÀ
MONITORAGGIO MICROBIOLOGICO TRADIZIONALE
Metodo
La "buona salute" di un ambiente naturale può essere indicata dall'abbondanza in numero di specie viventi che può ospitare: si potrebbe dire che la biodiversità è lo specchio della qualità dell'ambiente.
Dove infatti ritroviamo una fitta rete ecologica di organismi, lì possiamo presupporre che ci siano buone condizioni di vita: spazio, nutrienti, temperatura, pH e tutti gli altri parametri che condizionano l'esistenza di un organismo sono evidentemente in "buona armonia" e permettono alla vita di esplicarsi in quante più forme possibili.
Ovviamente la biodiversità si presenta anche nel mondo dei microrganismi e la ricerca e l'identificazione dei tipi di batteri presenti nelle acque può fornire preziose ,e addirittura più precoci, informazioni sullo stato dell'ecosistema.
L'analisi microbiologica delle acque ci permette di ottenere utili informazioni ad esempio sulla presenza o meno di alcuni particolari batteri che, se presenti, indicano un inquinamento oppure possiamo indagare sulla possibilità di trovare microrganismi con caratteristiche di tolleranza di sostanze xenobiotiche (estranee all'ambiente naturale) quali metalli pesanti, composti organici clorurati, idrocarburi ecc..
In questa nostra attività abbiamo indagato sulla tipologia dei batteri utilizzando l'analisi microbiologica convenzionale o classica che si basa sull'osservazione delle caratteristiche fenotipiche, siano esse morfologiche (forma, dimensione, aspetto, colore della colonia) o fisiologiche (metabolismi).
Procedimento
Le operazioni da effettuare per questo metodo sono:
- prelievo
- preparazione piastre
- semina
- incubazione
- conta delle colonie (UFC)
I campioni delle acque sono stati prelevati lo stesso giorno di quelli dell'indagine chimica, seguendo il protocollo standard, portati in laboratorio e subito esaminati.
Per far crescere i batteri occorre il substrato adatto, in natura i batteri crescono su sostanze organiche di vario tipo, in laboratorio si utilizza il cosiddetto terreno di coltura che può essere ricco di nutrienti e perciò tale da permettere la crescita di vari tipi di microrganismi (terreni massimi), oppure adeguato alle sole esigenze del batterio che si vuol isolare (terreni selettivi).
Poiché con la ricerca intendevamo indagare sulla presenza di specifici batteri quali:
- Coliformi totali
- Coliformi fecali
- Streptococchi fecali
abbiamo per questi utilizzato terreni relativi, per quanto riguarda invece la crescita di tutti i batteri complessivi abbiamo utilizzato un terreno massimo, chiamato PCA (Plate Agar Count), adatto alla crescita di batteri mesofili (il cui optimum di temperatura è compreso fra 20°C e 40°C), sulle cui piastre abbiamo effettuato il conteggio della carica batterica totale o mesofila CMT.
Le analisi microbiologiche condotte sui campioni d'acqua sono state quindi:
- Carica mesofila totale CMT:
- 22°C per 72 ore che consente di evidenziare le specie microbiche sporigene, cromogene,
putrefattive ecc. abbondanti negli strati superficiali del suolo e facilmente adattabili all'ambiente idrico.
- 36°C per 48 ore, consente di evidenziare i germi appartenenti alla flora mesofila di origine
umana o animale rilevabili anche dagli strati superficiali del terreno.
Terreno utilizzato PCA (Plate Agar Count), semina per inclusione.
- Ricerca dei Coliformi totali. Questi sono diffusi nel suolo, nelle materie prime di origine animale e vegetale, nelle acque e nell'ambiente in generale. La loro presenza è un'indicatore di un possibile inquinamento fecale. Terreno utilizzato M-Endo-agar LES semina mediante il metodo delle membrane filtranti, temperatura di incubazione 36°C per 24 ore.
- Ricerca dei Coliformi fecali, comprendono i batteri termoresistenti il cui habitat naturale è l'intestino umano e animale. La presenza di Coliformi fecali è un indizio sicuro di contaminazione fecale. Terreno utilizzato M-FC (Membrane Faecal Coliform Agar), semina mediante il metodo delle membrane filtranti, temperatura di incubazione 44,5°C per 24 ore.
- Ricerca degli Streptococchi fecali, anch'essi ospiti abituali dell'intestino dell'uomo e degli animali. Terreno utilizzato KF Streptococcus Agar (Kennex faecal) semina per inclusione, temperatura di incubazione 36°C per 48 ore.
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TERRENO DI COLTURA
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T° INC.
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TEMPO INC.
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CONTA BATTERICA TOTALE
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Inclusione
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PCA
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22°C 36°C
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72h 48h
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COLIFORMI TOTALI
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Metodo delle membrane filtranti
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Membrane endo agar less
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36°C
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24h
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COLIFORMI FECALI
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Metodo delle membrane filtranti
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Membrane faecal coliform
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44°C
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24h
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STREPTOCOCCHI FECALI
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Inclusione
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KF streptococcus
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36°C
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48h
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Risultati
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CAMPIONI DEL 29 MARZO 2004
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CAPANNINE
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FRASSINETO
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LORA
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STURA
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CBT 22°C
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1.200 UFC/ml
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200 UFC/ml
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20.000 UFC/ml
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9.000 UFC/ml
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CBT 36°C
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6.000 UFC/ml
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2000 UFC/ml
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33.000 UFC/ml
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13.000 UFC/ml
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COLIFORMI TOTALI
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13.000 UFC/100ml
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28.000 UFC/100ml
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23.000 UFC/100ml
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13.000 UFC/100ml
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COLIFORMI FECALI
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Assenti
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100 UFC/100ml
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130 UFC/100ml
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400 UFC/100ml
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STREPTOCOCCHI FECALI
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1 UFC/ml
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Assenti
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Assenti
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9 UFC/100ml
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Colonie batteriche
Colonie batteriche
I Coliformi totali si presentano come colonie rosso scuro con riflessi metallici, i Coliformi fecali con colonie blu ed infine gli Streptococchi fecali con colonie rosse.
I coliformi fecali e gli streptococchi sono ospiti abituali dell'intestino dell'uomo e di altri animali, perciò il loro ritrovamento in acque fluviali è indice di inquinamento, il loro rapporto ci dice anche da quale fonte proviene l'inquinamento perché il rapporto fra i due tipi è 4:1 nell'uomo e si inverte negli animali, perciò il tipo di batteri trovati e la loro quantità (UFC) ci dà una chiave di interpretazione del tipo d'inquinamento (umano? animale?) e quanto questo sia lontano o vicino nel tempo (se l'inquinamento è umano e non recente dovrebbero essere presenti i Clostridi).
Come si evince dai dati ottenuti nei siti di Frassineto, Lora e Stura è presente un inquinamento di Coliformi fecali sicuramente di origine umana, più marcato nell'ultimo sito di campionamento.
Gli Streptococchi fecali sono presenti in quantità apprezzabili nel sito Stura dove, oltre all'inquinamento di origine umana, vi è un probabile inquinamento di origine animale. Dalla carica mesofila totale a 22°C e a 36°C si deduce, in relazione alla concentrazione elevata di UFC presenti, che l'ambiente indagato potrebbe risultare un habitat per la crescita di eventuali microrganismi patogeni.
Tale tipo di inquinamento dovrebbe essere pressoché assente in virtù del convogliamento di tutti gli scarichi in fognatura che aggirando il lago li conduce poi al depuratore di Rabatta (presso Borgo S. Lorenzo).
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