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METODI INTEGRATI DI CONTROLLO DELLA QUALITÀ
MONITORAGGIO IBE
Metodo
Se le analisi chimico-fisiche evidenziano le alterazioni dei corsi d'acqua in relazione alle cause (la presenza degli inquinanti) le indagini per l'indice biotico tendono a mettere in risalto gli effetti degli inquinanti sulla comunità degli organismi che ci vivono. L'ambiente acquatico costituisce l'habitat naturale di numerose comunità animali e vegetali, tra queste la comunità dei macroinvertebrati, composta da organismi molto diversi (insetti, in particolare larve, crostacei, molluschi, ecc.) ma tutti di piccole dimensioni (da 0.5 mm a qualche cm). Questi organismi vengono definiti bentonici poiché vivono sul fondo del corso d'acqua. La maggior parte di queste specie sono specializzate per la vita in un tipo ben definito di habitat. Ad esempio alcuni invertebrati vivono ancorati sulle pietre, altri sulla sabbia del fondo, altri sui frammenti vegetali. Di conseguenza la diversità della comunità riflette la diversità dei microambienti. I macroinvertebrati inoltre occupano tutti i livelli della piramide trofica (detritivori, erbivori, carnivori).
Un corso d'acqua non inquinato è caratterizzato dalla presenza di specie sensibili all'inquinamento ed alla carenza di ossigeno, in quello inquinato invece riusciranno a vivere solo le specie più resistenti. Quindi la biodiversità dei macroinvertebrati dipende direttamente dalla qualità dell'acqua e dalla diversità e qualità del substrato, cioè dallo stato più o meno naturale del corso d'acqua. Una degradazione (o un risanamento) della qualità biologica di un corso d'acqua si ripercuote così rapidamente sulla diversità dei macroinvertebrati. Questi aspetti offrono la possibilità di ottenere un indice biotico che attesti la qualità del corso d'acqua.
L'Indice Biotico Esteso, modificato da Ghetti nel 1997 consente di diagnosticare la sua Classe di Qualità (5 classi indicate in numeri romani).
L'I.B.E. classifica la qualità di un fiume su di una scala che va da 12-13 (qualità ottimale) a 1 (massimo degrado).
Per calcolare questo indice si utilizza una
tabella a due entrate in cui nella prima entrata orizzontale, di tipo qualitativo, sono riportate le Unità Sistematiche che dall'alto al basso, segnalano una minore sensibilità all'inquinamento; nella seconda entrata, verticale, si inseriscono la quantità di Unità Sistematiche trovate. L'incrocio tra l'ingresso orizzontale e verticale si traduce in un giudizio numerico indicante la risposta della comunità di organismi alla qualità dell'ambiente fluviale.
Per convenzione internazionale e per rappresentare in modo sintetico ed efficace la qualità dei diversi tratti dei corsi d'acqua, questa scala è stata suddivisa in
classi di qualità, ciascuna rappresentabile in cartografia con un colore.
Il "certificato di qualità" del fiume viene quindi assegnato dagli stessi organismi che in esso vivono. Il principio su cui si fonda questa metodica è basato sul fatto che un corso d'acqua può definirsi di buona qualità quando riesce a conservare le comunità di organismi che normalmente e naturalmente dovrebbero vivere in quell'ambiente.
L'I.B.E. permette quindi di esprimere un giudizio complementare al controllo fisico e chimico: l'analisi chimica non è infatti in grado di mettere in evidenza la presenza di uno scarico saltuario poiché fornisce dei risultati istantanei, invece il macrobenthos vivendo costantemente nel corso d'acqua, ha maggiore "memoria storica", il metodo chimico è più sensibile nell'evidenziare le differenze del carico inquinante, ma il metodo biologico tiene conto degli effetti complessivi di tutti i fattori di stress ambientale cioè in questo modo viene effettuata un'analisi degli effetti reali.
I due metodi si integrano perfettamente fornendo una serie di informazioni articolate e quindi più complete.
La mappa della qualità biologica dei corsi d'acqua che si ottiene dall'applicazione del metodo I.B.E. può divenire uno strumento utile non solo per avere informazioni sullo stato di salute del corso d'acqua ma anche per individuare le corrette procedure di progettazione del territorio, proprio per l'azione capillare esercitata dal reticolo idrografico nel drenaggio dei residui delle attività umane e anche per il valore paesaggistico degli ambienti fluviali.
Procedimento
Come per le analisi chimico-fisiche il monitoraggio è avvenuto in autunno e in primavera e in due punti lungo la Sieve (Frassineto e Le Capannine).
Il tratto della Sieve che è stato biomonitorato in località Frassineto
Il campionamento è stato preceduto dal riempimento di una
scheda ambientale che riporta le caratteristiche del momento di campionamento e dell'ambiente circostante.
Gli allievi riempiono le schede descrittive e osservano l'ambiente
Si sono misurate, approssimativamente la velocità dell'acqua e la portata e quindi si è proceduto alla raccolta dei macroinvertebrati mediante un apposito retino a maglie fitte.
Misura della portata del corso d'acqua calcolando la velocità e misurando la sezione dell'alveo
I macroinvertebrati raccolti sono stati separati, identificati sul luogo e per una classificazione più precisa nei vari Generi o Famiglie presenti (chiamati Unità Sistematiche o Taxa) inseriti in contenitori per una successiva osservazione in laboratorio.
Con un retino a maglie fini si raccolgono i macroinvertebrati
Il calcolo dell'indice è stato effettuato tramite la tabella che abbiamo precedentemente descritto.
L'identificazione qualitativa dei macroinvertebrati viene confermata in laboratorio con l'osservazione allo stereomicroscopio (Larva di Tricottero)
Risultati
I risultati mostrano un valore di classe di qualità intorno a II per entrambe le stazioni e nei due periodi, che risponde a: "ambiente in cui sono evidenti alcuni segni di inquinamento".
Guardando in modo più attento il numero di taxa individuati e la loro qualità la
stazione di Frassineto presenta risultati decisamente migliori di qualche unità, in tendenza verso la classe I, mentre per la stazione le Capannine, in modo opposto, la tendenza è verso il limite inferiore, verso la classe III.
Quindi potremmo dire che il corso d'acqua già nella prima stazione presenta segni di condizioni non ottimali, inferiori alle aspettative, e che tali indicazioni peggiorano durante il breve tratto fino alla seconda stazione. Possibili scarichi civili potrebbero essere la causa di una saltuaria diminuzione di ossigeno, utilizzato nei processi autodepurativi del corso d'acqua, elemento confermato dalla presenza di macchie nere in particolare sotto i ciottoli della seconda stazione.
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