L'ACQUA FRA
CULTURA E
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IGIENE E ACQUA NEI SECOLI

IGIENE E ACQUA

Fino a poco più di un secolo fa vi erano intorno al corpo ed alle sue malattie convinzioni assai diversi di quelli che abbiamo noi, derivati da teorie sviluppate in antico da personaggi come Aristotele, Ippocrate, Galeno.
Esisteva la certezza che la salute dipendesse dall'equilibrio perfetto tra i quattro umori che erano considerati tipici del corpo umano (bile gialla, bile nera, sangue, fiele), mentre la malattia dipendeva solo dal loro squilibrio. Da qui l'esigenza costante nelle cure mediche di succhiare sangue agli ammalati, con salassi o sanguisughe, per ristabilire l'equilibrio perduto. Com'è facile intuire, questa pratica invece li indeboliva ulteriormente, contribuendo il più delle volte a peggiorare il problema piuttosto che risolverlo.

In una simile concezione medica le nozioni di pulizia, lavaggi, depurazione erano assolutamente marginali quando non del tutto assenti. Anzi, diffuso era il credo che l'acqua spesso fosse veicolo di malattia. Infatti si pensava che, facendosi un bagno completo, i pori della pelle si dilatassero a tal punto da diventare un nugolo di porte spalancate alle malattie provenienti dall'esterno, perché si credeva che il maggiore veicolo delle patologie fosse proprio l'aria.