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- Ah, per fortuna domani iniziano le vacanze estive! -
questo è stato il commento di un compagno di classe di mio figlio all’uscita di scuola. Non sono stato certo io a ricordarglielo, ma tutte le decorazioni della città "Calenzano Marittima" a fargli venire in mente che iniziavano le vacanze, è vero... ma quelle di Natale.
Ormai qui siamo abituati a questi cambiamenti climatici che ci hanno fatto salutare quel "Bianco Natale" che ci piaceva tanto intonare all’ennesimo anniversario dalla nascita di Gesù.
Caldo, perenne caldo, spazzato via da uragani per qualche giorno e per sei mesi ogni cinque anni dall’arrivo del monsone Hope. Speranza, che, secondo gli studiosi americani, porta fortuna, "senza quel vento moriremmo tutti!".
Buffonate!!!
Cinquant’anni fa sì che si stava proprio bene. Avevo festeggiato il mio nono compleanno con un piumino, guanti, sciarpa e cappellino rigorosamente di lana, ed ora che mancano poco più di tre settimane che faccio? Vado al mare.
Certo, è un viaggio di dieci minuti, però sto in costume e faccio il bagno. E pensare che la primavera e l’autunno ora sono leggenda" mi sembra strano pensarlo, ma è così.
Ed ora progettiamo, lavoriamo, ci controlliamo l’un l’altro" ma per cosa? Doveva essere fatto tutto nel duemila, quando iniziavamo a renderci conto del problema. Invece... tocca a noi ora riparare, curare. Inutile. Impossibile.
Perché se tutti erano sensibili al problema dell’effetto serra nessuno ha fatto niente?
A quest’ora, se uno volesse vedere New York, non si prenderebbe una tuta da sub, ma una bella Canon digitale (va bene anche un usa e getta, 5€ per strada). Mi viene da ridere e da piangere guardando il mappamondo: l’Italia è ridotta agli Appennini ed alle Alpi, le isole sono un ricordo. Lo stretto di Gibilterra ora si chiama "Largo dell’Andalusia". I melanomi sono aumentati del 70%, cioè si ha più facilmente un tumore alla pelle che un banalissimo raffreddore. Inoltre la malaria ed altre malattie come la polmonite sono aumentate, ci sono più zanzare che molecole di azoto nell’aria e si respira con un filtro ai carboni attivi, almeno chi se lo può permettere. La nostra vita consiste nel riparare i danni fatti dai miei padri e dai loro contemporanei.
Chi doveva decidere ha creduto bene di non farlo... Quello sforzo non valeva sei miliardi di vite umane!
Jacopo
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