Inizio
Stabilità del motorino
Casualità della traiettoria di caduta
Il casco protettivo
Un'indagine all'ITI
Alcune conclusioni
Bibliografia
|
|
Motorini: incidenti e prevenzione
|
|
Il motorino và incontro agli stessi tipi di incidente a cui è soggetta l’auto: tamponamento, urto frontale, uscita di strada etc. Ma c’è una differenza: il motorino casca, e il conducente pure.
C’è una precisa ragione fisica nel cascare. A differenza di ogni altro mezzo di locomozione, nei mezzi a due ruote se il motore si ferma si perde il meccanismo più importante per tenersi in verticale: l’effetto giroscopico.
L’effetto giroscopico è quella proprietà fisica tipica dei corpi in rotazione per cui il corpo rotante tende a mantenere invariata la direzione del proprio asse di rotazione nello spazio. È ciò che tiene su le trottole.
Ovviamente anche l’abilità del conducente di riportare il baricentro del mezzo a due ruote sul piano di appoggio, peraltro piccolissimo, gioca un ruolo. Ma non il principale.
L’effetto giroscopico, espresso in poche parole, fa si che un oggetto in rotazione non cambia facilmente il suo assetto spaziale. Occorre applicare al suo asse un momento di forza tanto più grande quanto più velocemente l’oggetto gira per potere inclinare il suo asse di rotazione.
Finchè le ruote girano, questo effetto tenderà a mantenere inalterata nello spazio la posizione su cui gli assi delle ruote sono stati impostati. Se c’è incidente le ruote del motorino rallentano e si fermano bruscamente, e il veicolo non può mantenere la sua posizione spaziale.
Non solo. L’effetto giroscopico ha una proprietà che pesa negativamente in caso di urto: se si applica un momento di forza in un piano per inclinare l’asse delle ruote, le ruote reagiranno inclinandosi su un piano a 90° rispetto a quello su cui agiva il momento di forza.
È uno dei risultati sperimentali che lasciano più stupiti quando se ne fa la prova. Provate a tenere con le mani i due estremi del mozzo di una ruota di bicicletta (ovviamente smontata dalla bicicletta) e tentate di inclinarla: occorrerà una forza molto maggiore se la ruota sta ruotando rispetto a quella occorrente a quando è ferma, inoltre la ruota tenderà non a seguire il movimento impresso dalle mani ma a inclinarsi su un piano perpendicolare ad esso.
È per questo motivo che il motociclista si inclina sul fianco a destra se intende curvare a destra: l’effetto giroscopico reagirà alla sua rotazione intorno ad un asse parallelo al suolo ruotando la moto intorno a un asse verticale rispetto al suolo, cioè sterzando a destra.
Ma è vero anche il reciproco. Questo vuol dire che se per evitare un ostacolo improvviso si dà una sterzata violenta al manubrio intorno all’asse verticale, il mezzo si inclina subito su un fianco intorno all’asse orizzontale, mandando il conducente per terra. Il mezzo cioè reagirà in modo imprevedibile e poco gestibile.
|